ATTITUDES_spazio alle arti

Strada Maggiore, 90. Int. 16 – 40126 Bologna

Martedì – Venerdì 15.00/19.00

e il sabato su appuntamento

 

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Wasn't Built In A Day

mostra di Salvo Lombardo e Daniele Spanò

a cura di Viviana Gravano e Giulia Grechi

19.10.2021 - 11.12.2021

Vernissage

19 ottobre 2021
h.18.00

la mostra rimarrà aperta fino all’11 dicembre 2021
dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

il sabato dalle 10 alle 13 (solo su prenotazione, da effettuarsi entro le 18 del venerdì)

 

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La prima caratteristica di un Ur-Fascismo è il culto della tradizione (U. Eco, L’Ur-fascismo. Il fascismo eterno, 1997)

Wasn’t Built In A Day è una mostra di Salvo Lombardo e Daniele Spanò, ed è parte del progetto di danza contemporanea AMOЯ della compagnia CHIASMA.

C’è un tratto significativo, alla base della costruzione identitaria italiana, che è teso all’esaltazione di un passato classico e dei suoi fasti gloriosi. Un tratto che prescinde dalla lettura della storia. Una presenza. Una sorta di figura, sempre prestante, che si allena nella palestra delle narrazioni ufficiali. Un culturista delle tradizioni. Una specie di monumento perennemente lucidato e bisognoso di “restauri”.

I lavori proposti in mostra si pongono come una interrogazione del vasto archivio della nostra cultura d’appartenenza, che contiene immagini e immaginari tra culture istituzionali e popolari, danza, rappresentazioni museali o della storia dell’arte, cinema, pubblicità, prodotti di consumo, videoclip musicali. Il cuore del lavoro è la presunta definizione dell’identità di “italiani”, le cui stratificazioni culturali transitate fino a oggi non possono che essere ri-negoziate, fra narrazioni egemoniche e popolari o subalterne, nel tentativo di decostruire un immaginario stratificato nel tempo.

Le visioni che tentano di dare corpo all’idea di nazione sono da sempre state legate a una rete di appartenenze più estesa e globalizzata nella quale oggi si riaccendono i nuovi focolai di razzismo, sessismo e micro-nazionalismi. In questo senso il progetto Wasn’t Built In A Day si posiziona come rovesciamento di quell’archivio di immagini di una nazione fatta a pezzi dal sentimento nostalgico e anacronistico di sé stessa vista allo specchio.

L’opera video Wasn’t Built In A Day, che dà il nome alla mostra, presenta una serie di immagini che ri-mediano “oggetti” dell’immaginario classicista d’epoca fascista, decostruendone il portato storico e mostrandone il potenziale attuale ricomposto nelle narrazioni del nostro presente nazionalista e neo-colonialista.  Una sequenza di brevi scene, di flash spiazzanti che vivono in spazi con una precisa memoria di quel passato fascista che è rimossa nella frequentazione della nostra quotidianità che ne ha depotenziato, solo apparentemente, il portato di potere violento. Un abecedario, un dizionario dalle definizioni liquide, in cui ciascun immaginario contemporaneo fa riemergere storie da sempre vendute come “la nostra tradizione”, ma che hanno preso conformazioni e camouflage sempre diversi, utili alle diverse forme di potere che hanno incarnato nel tempo sempre la stessa visione nazionalista.

Le immagini fotografiche, propongono una filosofia visuale simile al video, ma isolano dei frame, delle “pose”, che rendono quella violenza dello stereotipo e della costruzione razziale, un “prodotto” glam, un’immagine di bellezza, ricalcando il modello italiano del mito della bellezza come “canone” nazionale, capace di cancellare le brutture generate dal loro uso come strumenti di oppressione e stigmatizzazione della “alterità”. Il bello come mito universale della cultura classica italiana, che attraversa i secoli, è il vero strumento di potere nazionalista italiano, che volutamente costruisce il binomio bello come buono, imponendo un modello di nazionalismo violento basato sull’idea della presunta superiorità culturale del paese.

La mostra e gli eventi collaterali fanno parte del programma del Resurface Festival, curato da Attitudes e dalla compagnia di danza Chiasma, con sede a Roma e a Bologna, che ha ricevuto il finanziamento del Ministero dei Beni Culturali – FUS per il 2021.
In collaborazione con il Comune di Bologna.